Fiori oltre l’Inferno

Il Thriller che entra nelle pieghe dell’anima

Thriller. Il mio genere preferito, soprattutto quello psicologico. “Fiori sopra l’inferno” rappresenta il libro d’esordio di Ilaria Tuti, friulana doc, che dopo aver lavorato come illustratrice per una piccola casa editrice, vinto diversi premi letterari, porta nel panorama del thriller italiano, un romanzo, che ancora prima di uscire per Longanesi, era un caso letterario alla Fiera di Francoforte del 2017.

LA TRAMA

La storia si snoda nella tranquillità dell’immaginario Travenì, piccolo paesino delle Dolomiti friulane. Immerso nella propria bolla di tranquillità, si caratterizza per i ritmi lenti ma anche per la diffidenza e l’asprezza dei suoi abitanti. Questo borgo appartato e fuori dal tempo viene sconvolto da una morte violenta. Un cadavere, un uomo, viene trovato nel bosco, senza occhi, accanto a lui uno spaventapasseri, come una specie di feticcio, osserva la scena. Un quadro rituale che sembra far pensare che possa essere solo il primo di una serie di altri omicidi.

Del caso viene incaricata Teresa Battaglia, un commissario, sessantenne, diabetica, con qualche acciacco dell’età, specializzata in profiling, che ogni giorno scruta e analizza il peggio dell’intimo dell’essere umano e che imperturbabile nasconde un segreto, un segreto inconfessabile ma determinante per la sua vita e la sua carriera lavorativa: sta perdendo la memoria e non riconosce le persone che ha già incontrato.

PERCHÉ LEGGERE QUESTO LIBRO?

E’ incalzante. A mio avviso lo stile di Ilaria è trascinante, anche se io preferisco autori ancora più spinti come Carrisi, Deaver, Nesbo, in parte anche sconvolgente perché ti coinvolge in una storia il cui perno sono i bambini, vittime e spettatori combattivi. Adulti e bambini, vittime e complici su diversi livelli si alternano.  Il colpevole che ha subito a sua volta dei soprusi viene analizzato senza però cadere in inutili sentimentalismi bensì scatenando delle reazioni e delle riflessioni nel lettore.

Una protagonista fuori dagli schemi. il commissario Teresa Battaglia è un personaggio che si ama o si odia. Io l’ho adorata, perché è vera, è autentica, con i suoi pregi, i suoi difetti ma soprattutto le sue debolezze e le fragilità Non più giovane, ma intelligente, arguta, scaltra cerca di farsi rispettare in un mondo di uomini, non per niente, il primo incontro, tra lei e Marini, il novizio ispettore che la coadiuverà nelle indagini, è disastroso. L’ispettore pensa che il commissario sia un uomo, ma Teresa mette subito in chiaro che è lei a comandare: “Nessuno mi ha detto di cercare una donna, commissario.” Lei lo scrutò come si guarda una cacca attaccata alla suola di qualcun altro. Be’ ispettore non ha fatto nemmeno lo sforzo di pensarlo.”

L’ambientazione particolare. L’autrice propone un romanzo in cui la montagna riveste un ruolo primario, è ad essa infatti, che sono dedicate gran parte delle descrizioni. Anche le introspezioni dei vari personaggi si rapportano ai boschi innevati. La trama dunque è strettamente connessa al paesaggio circostante. Sembra infatti di vedere i riflessi cristallini del ghiaccio e della neve, sembra di sentire il vento freddo e pungente che soffia contro la pelle. In questa cornice emergono i segreti, passato e presente non hanno confini. Questi gli ingredienti di Fiori Sopra l’inferno, se vi abbiamo incuriosito leggete anche il nostro post su “Ninfa dormiente” della stessa autrice.

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