La casa delle voci, Donato Carrisi

Donato Carrisi, maestro italiano del thriller, torna in libreria con un nuovo libro: La Casa delle Voci, edito da Longanesi.

Ho letto tutti i suoi libri…ho visto i due film…e non ho potuto non rimanere soggiogata dalla sua scrittura enigmatica e coinvolgente.

Il primo libro che lessi fu L’ipnotista, ci misi una domenica per finirlo ed il giorno dopo ero su internet per ordinare tutti i suoi libri…

Devo però ammettere che iniziare un libro di Donato Carrisi, specie dopo gli ultimi, è sempre più difficile.

Mi capita di chiedermi se comprenderò davvero il finale, se non dovrò rileggerlo da principio, se la trama sarà meno complicata.

Devo confessarvi che queste domande avevano iniziato a influenzarmi, a farmi accostare ai romanzi di questo autore con un pizzico di diffidenza, ma con “La casa delle voci” ho trovato di nuovo quello che mi ha fatto appassionare alle sue storie.

La trama de “La casa delle voci” infatti ha una sequenza più lineare.

Certo, non mancano gli inganni e i tranelli, ma al di là di tutto ci sono altri elementi a prevalere, come i temi affrontati.

Rimane sempre interessante il suo lavoro sugli aspetti psicologici:

in questo suo ultimo romanzo sono i più deboli a essere presi in esame,

i bambini e non solo, inserendo nuovi spunti di riflessione,

nuove linee di indagine tra le maglie di una società che dimentica troppo in fretta, dando voce a chi non è mai stato ascoltato

o a chi non viene dato ascolto con attenzione.

Per ovvie ragioni non posso anticipare nulla…

Come sempre sono appassionanti tutti gli espedienti narrativi che Carrisi usa e inserisce nell’arco dell’intera narrazione, questa volta con una particolare attenzione ai sensi, dalla vista al gusto.

Molto bella è anche l’ambientazione del romanzo e il modo in cui Firenze si inserisce tra un capitolo e un altro.

Gli estranei sono il pericolo. Fidati soltanto di mamma e papà

Pietro Gerber non è uno psicologo come gli altri.

La sua specializzazione è l’ipnosi e i suoi pazienti hanno una cosa in comune: sono bambini. Spesso protagonisti di eventi drammatici o in possesso di informazioni importanti sepolte nella loro fragile memoria, di cui la polizia si serve per le indagini.

Pietro è il migliore di tutta Firenze, dove è conosciuto come l’addormentatore di bambini.

Ma quando riceve una telefonata dall’altro capo del mondo da parte di una collega australiana che gli raccomanda una paziente, Pietro reagisce con perplessità e diffidenza.

Perché Hanna Hall è un’adulta.

Hanna è tormentata da un ricordo vivido, ma che potrebbe non essere reale: un omicidio. E per capire se quel frammento di memoria corrisponde alla verità o è un’illusione, ha un disperato bisogno di Pietro Gerber.

Hanna è un’adulta oggi, ma quel ricordo risale alla sua infanzia. E Pietro dovrà aiutarla a far riemergere la bambina che è ancora dentro di lei. Una bambina dai molti nomi, tenuta sempre lontana dagli estranei e che con la sua famiglia, viveva felice in un luogo incantato: “La Casa delle Voci”.

Quella bambina, a dieci anni, ha assistito ad un omicidio. O forse non ha semplicemente visto. Forse l’assassina è proprio lei

E da qui inizia la magia…

Tutta la maestria di Carrisi viene fuori, pagina dopo pagina, in un continuo gioco di specchi, di rimandi, di illusioni, di intrecci.

Chi è Hanna? Cosa nasconde Pietro? In che modo Hanna è legata a lui? Chi sta salvando chi?

Domande che lasciano il posto a nuovi interrogativi, fino all’ultima pagina, alle ultimissime parole, che spiazzano ancora una volta il lettore.

Già dall’inizio della lettura ti rendi conto che questo sarà uno di quei romanzi destinati a stravolgere i tuoi ritmi e le tue esigenze, perché fino a quando non lo avrai concluso, non riuscirai a metterlo da parte, io infatti ne sono rimasta folgorata. Ho letto per otto filate senza pensare ad altro che a finirlo.

La struttura ti attira, ti invoglia, ti incuriosisce, ti lancia l’amo consapevole che tu non riuscirai a dire no e proseguire a leggere febbrilmente

Nei capitoli finali mi sono ritrovata spiazzata e con la pelle d’oca per le parole lette e le scoperte fatte.

Un incastro incredibile, una soluzione impensabile e un’attenzione ai dettagli che orami non dovrebbe più sorprendere riferendosi a questo bravissimo autore, ma che ancora una volta merita di essere rimarcata.

Vi suggeriamo un altro thriller avvincente, di Ilaria Tuti  FIORI OLTRE L’INFERNO

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